Benedict: l’arte del brunch che appaga occhi e panza

Benedict - L'arte del brunch che appaga occhi e panza
Benedict - © Max Brown Hotel

Avete presente quelle tristissime pause pranzo con insalatina scondita del Netto, Schrippe da pochi centesimi e affettato ottenuto dagli scarti di lavorazione del legno? Ecco, capovolgete completamente il quadro dalla tristezza a palate che vi si è affacciato alla mente e assaporate invece la gioia di un pranzo bello, ricco e straripante di grassi e zuccheri. Da Benedict si va in pellegrinaggio per appagare occhi e panza, e cedere finalmente a quei peccati di gola che troppo a lungo ci eravamo negati a forza di semi di chia e smoothie verdastri. Se proprio bisogna sgarrare, bisogna farlo con criterio e fino in fondo!

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Benedict è un ristorante basato su un concetto molto semplice: servire i piatti della colazione durante tutto l’orario di apertura, dalle 7 alle 23. Ovviamente però la colazione non è limitata a caffè e un paio di biscotti – sigaretta not included – ma è piuttosto un brunch, in cui il piatto principe sono le uova che danno il nome al locale, ovvero le uova alla Benedict. Chi abbia inventato questo piatto non è chiaro (se ne contendono la paternità un papa, una coppia di ricchi signori newyorkesi e un ubriacone di Wall Street), ma la ricetta è ormai codificata: uova in camicia su un muffin inglese, con bacon o prosciutto e salsa olandese. Tutta salute, no? Da Benedict le servono in vari modi, classiche, con gli spinaci, con i funghi o col salmone, e sono SPAZIALI. Credo ci siano lacrime di unicorno dentro, non c’è altra spiegazione.

Uova alla Benedict classiche + spinaci
Uova alla Benedict classiche + spinaci

E nel prezzo, piuttosto alto per Berlino ma normalissimo considerando che si trova nella parte posh della città – da 14 a 17 euro – è incluso pane con refill infinito, una piccola insalata e un cocktail Mimosa o una bevanda calda (Mimosa per me, grazie). Ah, e mentre aspettavo di sedermi mi hanno offerto un Prosecco. Penso di volere già bene al signor Benedict più che a certi parenti. Il pane peraltro è buonissimo e di recente alla sala dove si mangia si è aggiunta una piccola Bäckerei in cui acquistare le pagnotte appena sfornate. Notevole anche il locale stesso, che è curato nel minimo dettaglio. Non sono un architetto o un interior designer, ma la distanza rispetto ai bar sgarrupati che frequento di solito è siderale e non si può non notare.

Mini-Pancake (mini eh) ai mirtilli
Mini-Pancake (mini eh) ai mirtilli

C’è spazio per il dolce? E soprattutto perché perdere tempo con le domande retoriche? Quello spazio non manca mai! Mi concentrerò sui dolci che ho provato, pancake e french toast. I pancake sono disponibili in versione mini, che tanto mini non è, o normale: sono soffici e burrosi, come quelli americani, ma senza essere stucchevoli. Persino il french toast, che solitamente naviga nell’unto, nella versione di Benedict non lascia aloni di burro sul piatto e fa finta di essere leggero. Non lo è.

Consiglio Benedict per concedersi un brunch ciccione in piena regola e per portare amici e parenti in visita a Berlino: i miei sono rimasti soddisfattissimi, tanto da tornarci senza di me mentre ero a lavoro, maledette 😉

Dove si trova:

 Uhlandstraße (U1)

Orario di apertura

Lun-Dom: 07:00-23:00

Sito internet: http://www.benedict-breakfast.de/

Facebook: https://www.facebook.com/benedictberlin/

 

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Francesca Meloni
La panza di Francesca racconta... 10 Articoli
Pur mettendo al vertice della mia hit parade gastronomica i sapori di Sardegna, il mio cuore (o meglio la panza) batte forte anche per il Giappone, dai ramen al sashimi. Mangiare qualcosa di buono ha il potere di risollevare il mio umore nel giro di pochi morsi. A Berlino, oltre a provare tutte le cucine del mondo, mi diverto a fare la grammar-nazi leggendo i menù pseudoitaliani.

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