Casa Pepa, a.k.a. la grande abbuffata iberica di Berlino

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© Casa Pepa Berlin

 

Metti un team di colleghi reduci da una settimana stressante, una compagnia che mette i soldi per un menù (fisso?) pantagruelico e free bar di vini, birra, cocktail e shottini, e un ristorante spagnolo che sa soddisfare ogni loro fame e sfizio culinario e bevereccio. È più o meno così che si può riassumere il nostro venerdì sera da Casa Pepa, un punto di riferimento iberico in quel di Treptow, Berlino.

Da fuori Casa Pepa sembra il classico locale berlinese: atmosfera semplice, apparenza rilassata/mezza trasandata, mobili messi assieme a caso con tavoli della nonna e sedie raccattate dal cortile di una scuola elementare. E fin qui nulla di insospettabile, ci troviamo comunque a poca distanza da Neukölln, questo tipo di arredamento è d’obbligo. Attorno a tre o quattro di questi tavoli riusciamo a disporci tutti quanti (una trentina circa di persone) e si comincia ad ordinare alcolici, perché alla fine è questo il nostro primo pensiero dopo 5 lunghe giornate di lavoro: bere!

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© Casa Pepa Berlin

Per essere un ristorante, la lista di cocktail e long drink è alquanto fornita, con una bella collezione di alcool dietro ad un bancone da bar alquanto spazioso. Dopo un po’ di pazienza, birre, Moscow Mule e Negroni cominciano ad atterrare sui nostri tavoli.

Le persone nelle due sale del locale sono anche loro affamate, quindi dobbiamo attendere un po’ prima che appaiano loro: le croquetas! Quelle meraviglie di besciamella impanata che gli dei dell’Olimpo solevano degustare tra un boccale di nettare e l’altro, che mi hanno spesso accompagnato quando in Spagna ci ho vissuto. Le avrei preferite di jamón, ma anche quelle di bacalao sono andate giù benone! Non a caso ben presto svaniscono, giusto in tempo perché si faccia spazio a piatti di affettati spagnoli ed una specie di insalata pomodori, avocado, mais e sesamo DIVINA anch’essa. Comincia a scorrere vino.

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Croquetas © Casa Pepa Berlin

Dopo gli antipasti arrivano… altri antipasti! Piattate di cozze così a buffo, subito avventate dalle mie manine che, in mancanza di piatti, sono ormai lerce. Comincia a scorrere sui tavoli anche acqua delle cozze. Seguono altri piatti di cannolicchi, è praticamente una depredazione del Mediterraneo ‘sta cena, con tanto di spiegazione a commensali più nordici su come si mangiano i molluschi. “Spremici il limone sopra e mangiali”, urlano dagli spalti.

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Ti dono il mio cuore (di cozza)

E poi una meravigliosa composizione di funghi, purè di patate ed uovo in camicia si fa largo, anch’essa deliziosa a dir poco. Spiedini con gamberetti, capesante e melone vengono divorati dal gruppo; la carne brasata con puré mi cura ogni pena del cuore.

Ma la protagonista è la paella, un trionfo di riso, gamberi e calamari cotto in un’enorme paellera che nemmeno si sa come ce l’abbiano ficcata in cucina, portata orgogliosamente a mano dal cuoco, il quale, viste le dimensioni comunque ridotte (diciamo “familiari”) del locale, non mancava di fare il suo giro tra i tavoli per portare vivande e chiedere se desideravamo altro. La paella, beh, un po’ troppo salato il brodo di pesce e con poca di quella crosticina gustosa sul fondo, ma con un buon sapore riccamente ittico che facilmente invitava al bis.

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La paella rende felici

E mica finisce qua: si va di cicchettini, i russi del gruppo invitano alla vodka mentre io prediligo bere un po’ di patxarán e provare un liquore di erbe che ricordo chiamarsi Mari Mayans o qualcosa del genere. Molto, ma molto buono!

E per finire in bellezza, diverse fette di torta dalla vetrinetta (probabilmente prese da una qualche pasticceria della zona) mettono fine ad una cena luculliana, tra cheesecake, sachertorte e crostate. E a questo punto, solo acqua, prima che un organo a caso decida di cedere all’improvviso.

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Amori di papà

Dobbiamo trovare proprio un difetto? Ecco, il carpaccio era troppo salato e pepato per i miei gusti. Ma i miei colleghi sembravano apprezzare comunque, in particolare quelli che – poveretti – non mangiavano pesce per un motivo o per l’altro e ad ogni boccone di carne si azzuffavano. Ma per un felice onnivoro, Casa Pepa è rimasta nel cuore. E, nonostante la quantità ed il freddo scandinavo di Berlino, nemmeno tanto sullo stomaco. 😉

Poche idee per un evento di lavoro? Soldi da sperperare come fossero fazzolettini? Allora Casa Pepa è la scelta giusta! Consigliato da spagnoli, approvato da chiunque!

Dove si trova:

 

 Treptower Park (S8/S9/S85/Ring)

 104, 166, 194

Orario di apertura

Lun-Gio: 16:00 – 22:00

Ven: 16:00 – 23:00

Sab: 12:00 – 23:00

Dom: 12:00 – 22:00

Facebook: https://www.facebook.com/casapepaberlin/

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Christian Raggio
La panza di Christian racconta... 22 Articoli
Sono un grande amante della cucina casalinga piemontese, cresciuto guardando mio padre creare i suoi incanti ai fornelli, tra risotto alla salsiccia e brasato al barolo. Poi, per caso e per amore, verso i 20 anni m'innamorai follemente della cucina sarda. In poche parole: carne carne carne! Goloso da morire, vado pazzo per la cioccolata e i dolci in tutte le loro forme, cosa dalla quale cerc(an)o di trattenermi il più possibile, invano. Amo Negroni e Amaretto, ma in segreto non so dire di no ad una Bananenweizen.

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