Ataya Caffé, angolino sardo-africano veg a Prenzlauer Berg

Ataya Caffé, Sardegna e Africa si incontrano a Prenzlauer Berg
Pizza vegana
La celeberrima pizza vegana, anzi, fruttariana

Senza rinnegare l’amore per la carnazza che riscalda tutti i panzaroli di questo blog, qui su Berlino de Panza abbiamo spesso parlato di cucina vegan, a volte scrivendone inaspettatamente bene – vedi Rawtastic – a volte invece per ridere delle sue derive oltranziste e markettare che spuntano come funghi a Berlino. A mio modestissimo parere buttare bacche di goji a mazzi o altro superfood a caso per poi farne un mischione e chiamarlo “bowl” a 12 euro non è esattamente cucinare, così come vendere un panino pomodoro e avocado a millemila euri solo perchè è vegano è ai miei occhi una presa per i fondelli di dimensioni rilevanti, but that’s the market baby, e se il consumatore lo vuole AMEN, la messa è finita e prendetevi ‘sto seitan in pace.

Ataya Caffé, esterno
Ataya Caffé, esterno

Voglio parlarvi invece di un locale dove la cucina vegetariana e vegana è, prima di tutto, cucina degna di questo nome: Ataya Caffé. Per amore di chiarezza premetto che sono stata invitata qualche settimana fa dalla chef e proprietaria Elisabetta, con la quale condivido le origini sarde. Di Ataya però avevo già sentito parlare prima dell’invito sul gruppo di Facebook Beauty in Berlin (women only, sorry) nel quale più di una volta erano comparsi apprezzamenti e recensioni positive. Il nome richiama il tè del Senegal, o meglio il rituale che lo include, ma la proposta culinaria integra invece due mondi apparentemente lontanissimi, ossia Africa e Sardegna. Elisabetta condivide infatti la guida del bistrò con suo marito, che è senegalese.

Rispetto per esempio ad un posto come Organic Liquids, il locale di Elisabetta non è in una posizione così fancy e modaiola. Risulta comunque comodo da raggiungere, vicino com’è alla S-Bahn di Prenzlauer Allee. Dentro e fuori Ataya emana il vibe dei classici barettini berlinesi: atmosfera accogliente e rilassata, angolo per i bimbi attrezzatissimo, divani, libri, tessuti colorati e, immancabile, la bandiera dei Quattro Mori 😀

E il cibo? Insomma, siamo qui per parlare di cibo, oh! Il pranzo è partito con un piatto di bruschette vegetariane, il cui punto di forza era il pane con sapore di pane, ovvero qualcosa di diametralmente opposto all’orribile Schrippe gommosa e precotta. Alle bruschette è seguita un’insalatina fresca, giusto per prepararsi al piatto protagonista del giorno: i culurgiones!!!

Ogliastra POWER
Ogliastra POWER

Per chi non conoscesse questa specialità sarda (PENITENZIAGITE!), e precisamente dell’Ogliastra, si tratta di ravioli ripieni di pecorino fresco, o di patate, menta e aglio. A contraddistinguerli da un raviolo normale è la tipica chiusura che somiglia ad una spiga. Beh, i culurgiones di Ataya hanno fatto quello che il cibo, in un mondo ideale, dovrebbe sempre fare: mi hanno dato l’illusione di viaggiare coi sapori. Nella fattispecie, mi sono sentita di nuovo a casa 😉 e poi è seguita una lunga e vergognosa scarpetta per non sprecare il buonissimo sugo al pomodoro. Io ho mangiato la versione vegetariana con il pecorino – sbav!

Secondo me il punto di forza di Ataya è proprio questo: le pietanze rivelano la mano di qualcuno che sa veramente cosa vuol dire stare in cucina e preparare buon cibo. Facendo quattro chiacchiere con Elisabetta, ho scoperto infatti che ha una lunga esperienza come chef e che si occupa anche di catering. Quanto al prezzo, con 8-10 euro si pranza a dovere (a cena è chiuso!) e chi volesse spendere meno può optare per i sandwich o per i dolci.

Unico appunto: a parte la bandiera dei Quattro Mori, a prevalere nell’arredamento del locale sono i colori dell’Africa, e forse comunicare – anche visivamente – la doppia anima sardo-senegalese di Ataya non è così semplice. Sottigliezze a parte, si mangia bene ed è questo che conta! Mi riservo di tornarci per provare le specialità africane. Dimenticavo: una volta al mese fanno il brunch con musica dal vivo 😉

Dove si trova:

 

Prenzlauer Allee (S41, S42, S85, S8, S9)

Erich-Weinert-Straße (M2)

Orario di apertura

Lun-Ven: 9:00-19:00
Sab: 10:00-19:00
Dom: 11:30-17:00

Sito internet: http://www.atayacaffe.de/

Facebook: https://www.facebook.com/atayacaffe/

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Francesca Meloni
La panza di Francesca racconta... 10 Articoli
Pur mettendo al vertice della mia hit parade gastronomica i sapori di Sardegna, il mio cuore (o meglio la panza) batte forte anche per il Giappone, dai ramen al sashimi. Mangiare qualcosa di buono ha il potere di risollevare il mio umore nel giro di pochi morsi. A Berlino, oltre a provare tutte le cucine del mondo, mi diverto a fare la grammar-nazi leggendo i menù pseudoitaliani.

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