Per le bocche di zucchero e i cuori di miele: Al-Jazeera, l’isola che c’è veramente e sta a Berlino

Facciata di Al-Jazeera con avventore intento a gustare un Knafeh/Künefe da passeggio
Facciata di Al-Jazeera con avventore intento a gustare un Knafeh/Künefe da passeggio

Siamo sulla Sonnenallee, a due passi appena da Hermannplatz, nel cuore pulsante di Neukölln, che con ben più di 300.000 abitanti risulta essere uno dei quartieri più densamente popolati di Berlino, nonché una delle zone con la più alta percentuale di stranieri e di abitanti con “Migrationshintergrund”, in questo caso provenienti per la maggior parte dal vicino e medio-oriente.

Ed è proprio qui, nel centro del cuore della scena culinaria-gastronomica turco-araba che si trova uno dei maggiori templi della perdizione a proposito del mangiar bene a Berlino, dedicato alla dolcezza e consacrato al miele e all’acqua di rose: Al-Jazeera!

A qualcuno verrà subito in mente l’omonima, popolarissima rete televisiva panaraba: Al-Jazeera, la cui traduzione italiana è: L’isola! Ma in questo caso non siamo alle prese con un’isola televisiva o virtuale, bensì ci troviamo ad aver a che fare con un’autentica isola di raffinate prelibatezze a base di pistacchi, noci, mandorle e miele, aromatizzate con essenze profumate come la rosa e il fiore d’arancio. Questi dolci evocano i racconti delle Mille e una notte e sono sicuramente degni del Giardino dell’Eden, soprattutto per chi dovesse trovarsi ad essere uno/a sfegatato fan di dolci orientali, come la qui scrivente. Ci tengo a sottolineare che in questo caso il termine sfegatato potrebbe andar preso alla lettera, considerando le massicce, quantunque sapientemente dosate, quantità di zucchero, miele e burro necessarie alla creazione di questi best seller della tradizione pasticcera orientale.

Sappiate fin da ora, qui lo dico e qui lo nego, che la gran parte delle leccornie che troverete in questa pasticceria crea dipendenza, e tanta! Considero il non aver ritrovato casa a Neukölln e il non abitarci più da 5 anni una vera e propria benedizione per il mio girovita nonché per la minaccia diabete. E aggiungo che se da una parte mi sento sfortunata a non aver scoperto prima l’esistenza di “cotante dolcezze”, dall’altra credo sia stato un toccasana.

Sebbene abbia vissuto per un intero anno proprio a Neukölln ed abbia trascorso diversi mesi della mia vita in Turchia, sono arrivata a conoscere alcune leccornie orientali tipiche di Al-Jazeera solo qualche mese fa. Prima le mie apoteosi zuccherose-melense-pistacchiose si fermavano, complici 4 anni di vita in Grecia, a galaktoburiko e baklava, rimanendo quindi al confine tra Grecia e Turchia.

Facciata di Al-Jazeera con avventore intento a gustare un Knafeh/Künefe da passeggio
Facciata di Al-Jazeera con avventore intento a gustare un Knafeh/Künefe da passeggio

Ma cosa offre appunto Al-Jazeera che altre pasticceria di Berlino non offrono? Dietro una tipica vetrina araba di un qualunque negozio di gastronomia sul marciapiede della trafficata Neukölln, si nasconde un’ampia gamma di dolciumi tradizionali, sempre freschi perché preparati ogni giorno con sapiente dedizione e passione. Questi desserts vengono venduti generalmente al chilo ed a prezzi onesti. Ma andiamo nel concreto e scendiamo nel dettaglio delle offerte:

  • Primo fra tutti direi il celeberrimo knafeh in arabo/künefe in turco, dolce al formaggio di palestinesi natali, visto che il luogo d’origine è Nablus, la città regina dei dolci, in cui pare si possa gustare il migliore knafeh di tutta la Palestina. Considerando che i titolari del locale sono una coppia palestinese beh direi che siamo in ottime mani! Ad Al-Jazeera comunque servono sicuramente uno dei migliori knafeh di tutta Berlino, se sia il migliore in assoluto?!?… Lo sto ancora testando! Sta di fatto che qui lo servono zuccherato, “mielato”, caldo e filante al punto giusto e lo cospargono sapientemente di sciroppo e polvere di pistacchio. La consistenza è morbida all’interno ed appena croccante in superficie, proprio come dovrebbe essere, risultato tuttavia alquanto difficile da ottenere. A chi è sicuro di avere spazio sufficiente nello stomaco, consiglio di provare quella che io definisco la variante da passeggio: il knafeh/künefe come farcitura di un mini sandwich di pane arabo.
Una goduriosa porzione di Knafeh/Künefe insieme al mini sandwich di pane arabo
Una goduriosa porzione di Knafeh/Künefe insieme al mini sandwich di pane arabo
  • Già il nome è tutto un programma Bän narän: che in arabo significa qualcosa come tra il cielo superiore e quello inferiore. Simile per certi versi al Knafeh, è anch’esso un dolce di formaggio, ma viene preparato con un formaggio più molle ed un maggior apporto di acqua di fiori.
  • Halawet el jiben: un tipico dolce libanese fatto con la mozzarella e aromatizzato con acqua di rose e fiori d’arancio. Si tratta di fagottini bianchi e candidi come la neve che vengono serviti freddi e cosparsi di polvere di pistacchio. Un bocconcino è l’ideale conclusione di un lauto pasto, soprattutto in estate, quando anche a Berlino la colonnina del mercurio arriva ai 30 °. Quello di Al-Jazeera è sicuramente buono ma a mio parere un tantino troppo dolce se ne vengono consumati più di due fagottini.
  • Mamoul: biscotti di pasta frolla, tradizionalmente realizzati con lo stampo in legno e ripieni di pasta di datteri, di pistacchi ecc.
  • Nonché un’ampia gamma di baklava al pistacchio, alle noci, mandorle, ecc..
Baklava a distesa
Baklava a distesa
  • E, dulcis in fundo, ma è qui il poi il caso di dirlo?! L’esperienza del salotto medio-orientale: vivacità, spontaneità, cordialità e delle scene imperdibili da Carramba che sorpresa! Come quella a cui abbiamo assistito Christian ed io durante la nostra visita: mentre cercavo di chiedere informazioni circa le varie squisitezze alla signora alla cassa che ci aveva serviti, arriva un’altra signora che mi si para davanti e si butta letteralmente tra le braccia dell’altra. Le due si abbracciano, si stringono e quasi urlano per non dire ululano di gioia, in un quadretto degno appunto del più movimentato reality o di una soap opera orientale… Vabbe’ le abbiamo perse… rimango con la penna a mezz’asta e so che già che non potrò spezzare l’idillio per richiedere ed annotare il nome dei candidi fagottini, e dovrò affidarmi a Google, mentre Christian ancora incredulo ma molto divertito per la scena, se la ride alla gran più bella.
Al-Jazeera all'interno
Al-Jazeera all’interno

Insomma per chi decide di avventurarsi al di là della linea di confine di glucosio ragionevolmente consentito ed ufficialmente accettato dai parametri medici, per i temerari dunque che sfidano il passaggio oltre le colonne d’Ercole del diabete e non temono l’insulina, questo dolce viaggio regala alle papille delle sensazioni di piacere quasi orgasmico…

Fidatevi! Ma magari anche no ;)! Fate come San Tommaso, anzi come il nostro panzarolo Christian, caro amico del Matrimoniale (Wedding) nonché fidato compagno di merende ad alto tasso glicemico: assaggiate, provate e crederete!

Dove si trova:

 

Hermannplatz (U8, U7)

sel_prod_bus Hermannplatz (M41)

Orari di apertura: Lun-dom 10:00-22:00

Facebook: Konditorei Al-Jazeera

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Laura - Concetta Rizzotto
La panza di Laura - Concetta racconta... 2 Articoli
Cresciuta tra i sapori di Calabria e quelli marchigiani e partenopei, in realtà fino ai 18 anni la mia panza si dimostra stranamente riluttante alle molteplici leccornie della cucina casalinga – uniche eccezioni: le lasagne della nonna, la pizza di mamma, e gli gnocchi ripieni di papà – per trovare invece rifugio e conforto in tutto ciò che è dolce, cioccolatoso e salamoso. Poi la svolta: da “bocca di zucchero” ed accanita consumatrice di pizza, cotoletta, patatine, grazie anche alla mia coinquilina di allora, inizio ad apprezzare il buon cibo e piano piano imparo a cucinare, diventando una onnivora DOC, con un palato ed una panza ora sempre pronti ad accogliere altri gusti e sapori.

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