Buck and Breck, il Berlin cocktail bar che non ti aspetti… o che non trovi proprio

Buck and Breck cocktail bar berlin
© Buck and Breck

 

Son già passati più di due anni da quando la mia migliore amica venne a Berlino a visitarmi prima di partire senza biglietto di ritorno per il Brasile. E a lei deve veramente molto anche la mia stessa vita berlinese, visto che è stata lei stessa a propormi di andare a bere in “uno dei migliori cocktail bar d’Europa”.

“Ma dove?”, dissi io ingenuamente e incredulo. “A Brunnenstraße. La conosci?” Io, che all’epoca vivevo a due passi da Rosenthaler Platz, la guardo e penso: “…ma questa s’è fatta due ore di aereo per venire al Bar Milano? A prendersi lo spritz alla Premiata Ditta? Ma si sarà fatta proprio…”

“Ma no, questo è uno di quei cocktail bar da mixology!” mi risponde. Cerchiamo su Google, ed arriviamo sull’homepage total Berghain-black di

 

Buck and Breck

 

Nemmeno il sito aiuta molto in effetti. Viene mostrata solo una foto della vetrina – foto datata sicuramente – e l’indirizzo: Brunnenstr. 117. E fu così che, fiduciosi, ci incamminiamo appunto in quella direzione.

Più facile a dirsi che a farsi. Il bar non è segnalato da nessuna parte, non riusciamo a trovare il numero civico, niente. Facciamo il giro della stazione di polizia, del retro del Rewe, della  biblioteca, nulla. Ma dov’è sto bar, in un tombino? Ci mettiamo 15 o 20 minuti buoni a notare un citofono: Bar. Pigiamo.

Bar
Il tesoro alla fine della caccia (al tesssoro) © Yelp

Dopo qualche attimo un ragazzo ci apre la porta – da fuori chiusa -, ci chiede in quanti siamo ed entriamo. Da quel punto in poi, le foto sono proibite, ci dice il ragazzo nonché barista mentre ci mostra dove possiamo appendere le nostre giacche. Subito dopo, ci porta ai nostri posti al bancone.

Che posto! Solo 13 posti a sedere, quindi se non c’è posto, non entri. Musica lounge, luci soffuse, servizio elegante, simpatico e a volte nemmeno percettibile. Un uomo, probabilmente il proprietario, ci porta dell’acqua, una piccola brocca e la carta dei loro cocktail esclusivi. Di cui mai ricorderò i nomi.

Ordiniamo i nostri cocktail, io prendo una specie di variazione del Negroni, che per iniziare va sempre bene. Il barista al centro del bancone, dalla sua postazione in bella mostra, comincia ad afferrare bottiglie da ogni lato e ad agitare shaker a destra e a manca. I nostri cocktail ci vengono serviti in modo impeccabile, elegantemente posti su di un tovagliolo a fianco di un bicchierino d’acqua.

Buck and Breck cocktails
Una foto rubata di un paio di faaaancy cocktails © Annakarina Tretow da Facebook

Che dire… perfetti! Da un cocktail bar dove le mani te le asciughi con asciugamanini in tessuto appositamente piegati ed arrotolati uno ad uno non ti aspetti che la perfezione. E infatti fu così. Brava Giulia, brava!

 

Qualche settimana fa, mangiavo sempre per Rosenthaler con una collega russa e la mia semi-capa, una bevitrice austriaca olimpionica! Dopo cena, mi chiedono se, visto che conosco la zona, possiamo andare da qualche parte di carino. Proviamo al Mein Haus am See – un classico – ma niente da fare. Ci penso un secondo e dico: “So io dove portarvi!” La collega russa dice: “Al Bar Milano?” La fulmino e dico loro di fidarsi e seguirmi.

Dopo qualche minuto di lamentele perché non arrivavamo mai, giungiamo al famoso citofono e premo il bottone. La mia capa austriaca: “Ma è chiuso! Non vedi il cartello al neon sopra la porta? Dice chiuso!” Io, con fare da esperto, la invito a calmarsi. Ci apre il barista e ci invita ad entrare. Ci chiede come conoscevamo il posto, e la mia capa: “Ce l’ha consigliato lui!”. Con lo stesso orgoglio che mia mamma ha provato solo alle mie cerimonie di laurea.

buck and breck closed
le apparenze ingannano… © Peter Hundert da Facebook

Questa volta io scelgo due cocktail differenti, il primo non lo ricordo molto ma il secondo, un mix di rum differenti, sarà difficile scordarlo. Miscelato alla perfezione, e forte. Forte! Per fortuna che l’acqua continuava ad apparire per magia nel mio bicchierino, altrimenti non sarei tornato a casa sulle mie gambe. Non posso dire certo lo stesso della mia semi-capa, visto che, dopo due Alaska Iceberg (credo proprio si chiamasse così, praticamente un mix di bevande alcoliche trasparenti con ghiaccio), ormai vaneggiava del piacere di aver scoperto un posto così, ma anche per i vapori dell’alcool. Per fortuna non troppo, visto che i cocktail, come si può ben immaginare, sono cari, non accettano carte di credito, e, visto che offriva lei, temevamo che dal bancomat non sarebbe più tornata indietro.

buck and breck card
© Yelp

Da allora, la mia capa ogni volta che parla bene di me, anche per questioni di lavoro, cita questo momento con orgoglio. Credo che me lo inserirà pure nella lettera di raccomandazione se un giorno gliela chiederò.

E se una sera andrete anche voi da Buck and Breck grazie a questo articolo, anche voi lo fareste di certo.

 

Dove si trova:


Rosenthaler Platz (U8)

Rosenthaler Platz – Brunnenstr./Invalidenstr. (12-M1-M5-M8)

Orari di apertura

Lun-Dom: 19:00-02:00

Sito internet: http://www.buckandbreck.com/

Facebook: https://www.facebook.com/pages/Buck-and-Breck/184889601535199?fref=ts

 

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Christian Raggio
La panza di Christian racconta... 22 Articoli
Sono un grande amante della cucina casalinga piemontese, cresciuto guardando mio padre creare i suoi incanti ai fornelli, tra risotto alla salsiccia e brasato al barolo. Poi, per caso e per amore, verso i 20 anni m'innamorai follemente della cucina sarda. In poche parole: carne carne carne! Goloso da morire, vado pazzo per la cioccolata e i dolci in tutte le loro forme, cosa dalla quale cerc(an)o di trattenermi il più possibile, invano. Amo Negroni e Amaretto, ma in segreto non so dire di no ad una Bananenweizen.

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