Berlino, la città dove l’acqua frizzante diventa VEGAN

 

Non tutto è oro ciò che è Vegan!”, direbbero gli antichi saggi. Che la capitale tedesca fosse l’indiscussa capitale mondiale del veganismo per moda, già era chiaro a tutti. E ok, la carne di produzione industriale del luogo è orrenda e quella bio costa al chilo tanto quanto lo Chanel n.5, quindi ci sta. Che gli hipster e le mamme-fashion locali preferiscano farsi frullatoni di rucola e cetrioli invece di farsi una pasta e fagioli o una caponata (ricette effettivamente molto vegan-friendly), passi pure. Ma era questione solo di tempo prima che pure l’acqua frizzante prendesse il marchio Vegan, e infatti eccola, in tutto il suo splendore: la Glam Cola, la cola frizzante trasparente vegan fusion made in Kreuzberg che tutti stavamo aspettando!

Più Glam di Marilyn Monroe!
Più Glam di Marilyn Monroe!

Premessa: non è certo la prima volta che una bibita in Germania si avvale di tale “riconoscimento”. La popolarissima Fritz Cola, versione local teutonica delle bibite gassate globalizzate, e pure buona a mio modesto parere, già si definisce vegana, contenendo solo aromi e coloranti naturali, zuccheri non trattati, nessun derivato del latte… e va bene. Ma la Glam Cola va ben oltre, non solo perché afferma di essere 100% Vegan – e neanche in modo tanto discreto, al contrario della Fritz – ma pure Halal e Koscher! Ottima puntualizzazione infatti indicare che nessun animale è stato dissanguato e travasato nella mia bevanda analcolica, mi fa sentire più al sicuro e bene con me stesso. <3

Ingredienti della Glam Cola
© Glam Cola Company

Ma passiamo alla Prova del gusto, visto che un prodotto non si dovrebbe mai giudicare solo dalla confezione. Per questo, per puro interesse scientifico, ne acquisto una bottiglia da 33cl ad 1,79 euro (al supermercato, manco allo späti, per dire; notare nella foto di sotto la differenza di prezzo con la Coca Cola normale). Pago alla cassa, stappo la bottiglietta di vetro riciclata, come si evince dalla colla rimasta da usi previi della stessa (“€1,79, €1,79…”), e ne avvicino il contenuto alle labbra, in attesa che gli aromi di zenzero misto a limone et. al. mi mandino in estasi…

AiKIAdGf0uZchFjE_hqBasTgyz9V1U6xq4Fj8dZNAwHA2

una Sprite. È una cavolo di gassosa che si spaccia per cola trasparente senza coloranti e si fa pagare 5,30 euro al litro al supermercato più pfand. E meno male che era solo Vegan Halal Koscher, pensa te se fosse anche magari Gluten-Frei analogica approvata dai Pastafariani e da Scientology…

Illuminati approve Glam Cola
Illuminati approve Glam Cola

Ho sempre affermato che il veganismo a Berlino è solo una moda ed una ridicola operazione di marketing che spinge la gente a spendere fior fior di quattrini per prendersi un frullato color verde broccolo dal famigerato negozio di Rosenthaler chiamato “Organic liquids” (…), ma qui si esagera. Dovete per forza bervi qualcosa che non abbia avuto contatto con derivati animali né vivi né fossili? Continuate a prendervi allora un mitico Club Mate, che almeno lì dentro sappiamo che il sapore e la caffeina, che piacciano o meno, ci stanno. Oppure spremetevi due arance con lo spremiagrumi come facevano i nostri cari genitori e nonni, che di peperonate e polente ai funghi ne han mangiate a quintali anche senza averci avuto per forza il bollino “vegan” sopra.

Sito internet: http://www.glamcola.de/

Commenta su Facebook
Christian Raggio
La panza di Christian racconta... 22 Articoli
Sono un grande amante della cucina casalinga piemontese, cresciuto guardando mio padre creare i suoi incanti ai fornelli, tra risotto alla salsiccia e brasato al barolo. Poi, per caso e per amore, verso i 20 anni m'innamorai follemente della cucina sarda. In poche parole: carne carne carne! Goloso da morire, vado pazzo per la cioccolata e i dolci in tutte le loro forme, cosa dalla quale cerc(an)o di trattenermi il più possibile, invano. Amo Negroni e Amaretto, ma in segreto non so dire di no ad una Bananenweizen.

2 commenti su Berlino, la città dove l’acqua frizzante diventa VEGAN

  1. E che dire della ‘nduia, soppressata e caciocavallo calabrese, per non parlare della pasta alle sarde siciliana e il cannolo.

2 Trackbacks & Pingbacks

  1. Mangiare o guidare, questo è il problema | Scienze Naturali
  2. On Egin – Cucina basca e molto altro - Berlino de Panza

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


*