Asteria, in questa desolata città un’oasi di felicità

© Restaurant Asteria Berlin
© Restaurant Asteria Berlin

 

Berlino è grande, spaziosa, accogliente, varia, attiva, tranquilla, efficiente, piena di opportunità… sono molti gli aggettivi che mi saltano alla mente pensando alla grande capitale teutonica, molti dei quali descrivono appieno le ragioni per cui bene o male ancora qua sto. Ma la gioia di vivere, per quanto mi ci si possa sforzare con tutte le mie energie più recondite, no, al nome ‘Berlino’ di certo non la si può abbinare. Le emozioni? Tientele per quando sarai al sicuro nella Geborgenheit del focolare domestico. Ricordo ancora con chiarezza la prima volta che ho messo piede nella Hauptbahnhof, arrivando da Madrid, pensando: “…è questa la Stazione centrale? Ho sentito più casino al cimitero di San Giacomo Vercellese [352 ab. in tutto, n.d.r.] il Giorno dei morti…”. Non ho ancora cambiato idea.

Dove possiamo quindi noi genti così abituate ad agitare mani ed alzare il tono della voce fino a sfiorare la soglia del dolore per gli apparati uditivi altrui andare a sfogare i nostri istinti? Esiste un’unica risposta: ASTERIA! L’ennesimo italiano? No, un greco. O meglio, IL ristorante greco di Berlino. Un pilastro di questa città e delle sue cene alcoliche, senza disdegnare i pranzi, sempre alcolici, a suon di musica ellenica e YAMAS! che risuonano sopra le note vivaci.

Tutto il greco che vi occorre sapere. Scusate le macchie...
Tutto il greco che vi occorre sapere. Scusate le macchie…

Le ragioni della popolarità di questo ristorante, a pochi passi dalla stazione prenzlauerberghiana di Eberswalder Str., sono semplici: è buono, costa nulla, e danno l’ouzo gratis, un liquore all’anice che, similmente al rakı turco, senz’acqua è quasi imbevibile. Meno male allora che gli shottini sono sempre riempiti diligentemente dai camerieri, che festosi si destreggiano tra la porta del ristorante e i tavoli con bottiglie di dubbia provenienza continuando a colmare i bicchieri dall’ingresso al ristorante fino al caffé.

Ouzo
Ouzo, s’agapáo!

Sopravvivete al liquore all’anice e ordinate con fermezza negli ultimi attimi di lucidità una bella moussaka, la versione greca e melanzanosa della lasagna, magari con della tipica salsa tzaziki mista ad un bel piattone di carne grigliata e gyros, il quale, come farebbero le care nonne mettendo la pasta nel piatto, vi prometteranno essere per 1 persona o al massimo 2, quando si riuscirà abbondantemente a finirlo in 3 o anche 4. E poi cozze al sugo coi peperoni, calamari fritti, carnazza di vario genere e chi più ne ha più ne metta. Il tutto da mandar giù con l’ouzo gratis, ovviamente (vendono anche birre, non preoccupatevi!).

Panza mia fatti Acropoli!
Panza mia, fatti Acropoli!

Mangiato come ad un pranzo di matrimonio napoletano? Ottimo, perché, quando i clienti cominciano a dileguarsi, improvvisamente arriverà la frutta, altro ouzo, altra frutta, altro ouzo, il Sirtaki suonerà per la terza volta obbligando a saltare in giro per il locale mentre i commensali cercheranno di mimetizzarsi nella tovaglia o poi magari, se al quinto Epharistó (grazie) e S’agapáo (ti amo) finirete col stare simpatici ai camerieri, pure un bell’espresso. Il tutto per poi vedersi arrivare un conto tra i 10 e i 15 euro a testa con lo stomaco che alza bandiera bianca e chiede l’esilio spontaneo a Sant’Elena.
NOTA BENE!!! A metà gennaio 2016, il mitico Asteria chiuderà per ristrutturazione almeno fino a fine marzo 2016! Dal 5 fino a tale data musica dal vivo e speciali eventi renderanno questo locale già di per sé magico ancora più speciale. Accorrete quindi a celebrare anche voi la vita coi nostri cugini “una faccia una razza” prima che sia troppo tardi. E lasciate la macchina a casa.

Dove si trova:

 

 Eberwswalder Straße (U2)

Eberwswalder Straße (M1, M10)

Orari di apertura

Lun-Dom: 12:00-24:00

 

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Christian Raggio
La panza di Christian racconta... 22 Articoli
Sono un grande amante della cucina casalinga piemontese, cresciuto guardando mio padre creare i suoi incanti ai fornelli, tra risotto alla salsiccia e brasato al barolo. Poi, per caso e per amore, verso i 20 anni m'innamorai follemente della cucina sarda. In poche parole: carne carne carne! Goloso da morire, vado pazzo per la cioccolata e i dolci in tutte le loro forme, cosa dalla quale cerc(an)o di trattenermi il più possibile, invano. Amo Negroni e Amaretto, ma in segreto non so dire di no ad una Bananenweizen.

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